sabato , Aprile 13 2024

Scienze Teologiche

Imbattersi tra i meandri affascinanti della teologia, presuppone il fondamento della Fede, la conoscenza del valore del proprio Battesimo, l’utilizzo di una ragionevolezza intrinseca alla fede (più comunemente detta “intelligenza della fede”) e maturare il senso della missione ecclesiale.

La teologia dal greco “Theos+Logos” – “Dio e Logos”, è la disciplina che studia Dio. Significa ragionamento su Dio. Si tratta di un lavoro intellettuale, scientifico e metodico che non può rimanere isolato. Logos è una parola pensata, ragionata e sensata e senza studio non c’è teologia. Nella Optatam Totius di Paolo VI, è esplicitamente sottolineata l’ importanza di interagire con le altre discipline quali, la Psicologia, l’Antropologia, la Filosofia, e la Sociologia, oltre che a sviluppare una vitalità spirituale nell’esistenza stessa di ogni teologo.

La teologia è quella Scienza che si occupa di Dio-Gesù Cristo, ma ha come presupposto fondamentale che l’uomo può dire Dio (Logos=dire), perché Dio ha detto se stesso all ’uomo. Per tale motivo, la teologia viene definita Scienza della Rivelazione.

Il referente oggettivo della teologia è la Rivelazione. Solo chi crede può fare teologia (Fides et Ratio). Chi non crede studia materie religiose.

La teologia deve fondarsi su un fatto: cioè che Dio ha deciso liberamente e gratuitamente di dirsi all’uomo e questo autorizza l’uomo a parlare di Dio. Non ci sarebbe Teologia se non perché quel Dio ha deciso di rivelarsi a noi tramite Gesù Cristo. L’oggetto stesso della teologia è la Parola di Dio, cioè è Dio che parla in persona all’uomo.

Ciò viene sviluppato soprattutto nei primi due capitoli della Costituzione dogmatica Dei Verbum, promulgata insieme ad altri documenti ecclesiali nel Concilio Vaticano II.


IL MUNUS DEL BATTESIMO

Tutta la Chiesa è un popolo sacerdotale. Grazie alla fede e al battesimo, tutti i fedeli partecipano al sacerdozio di Cristo. Tale partecipazione si chiama sacerdozio comune dei fedeli. Con il Battesimo l’identità del cristiano è configurata come Re, Sacerdote e Profeta.
[Catechismo della Chiesa Cattolica]

FUNZIONE SACERDOTALE

784. Entrando nel popolo di Dio mediante la fede e il Battesimo, si è resi partecipi della vocazione unica di questo popolo, la vocazione sacerdotale: « Cristo Signore, Pontefice assunto di mezzo agli uomini, fece del nuovo popolo “un regno e dei sacerdoti per Dio, suo Padre”. Infatti, per la rigenerazione e l’unzione dello Spirito Santo i battezzati vengono consacrati a formare una dimora spirituale e un sacerdozio santo ».214

784. Catechismo della Chiesa Cattolica

(214) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 10: AAS 57 (1965) 14.

FUNZIONE PROFETICA

785 « Il popolo santo di Dio partecipa pure alla funzione profetica di Cristo ». Ciò soprattutto per il senso soprannaturale della fede che è di tutto il popolo, laici e gerarchia, quando « aderisce indefettibilmente alla fede una volta per tutte trasmessa ai santi » 215 e ne approfondisce la comprensione e diventa testimone di Cristo in mezzo a questo mondo.

785. Catechismo della Chiesa Cattolica

(215) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 12: AAS 57 (1965) 16.

FUNZIONE REGALE

786. Il popolo di Dio partecipa infine alla funzione regale di Cristo. Cristo esercita la sua regalità attirando a sé tutti gli uomini mediante la sua morte e la sua risurrezione. 216 Cristo, Re e Signore dell’universo, si è fatto il servo di tutti, non essendo « venuto per essere servito, ma per servire e dare la sua vita in riscatto per molti » (Mt 20,28). Per il cristiano « regnare » è « servire » Cristo, 217 soprattutto « nei poveri e nei sofferenti », nei quali la Chiesa riconosce « l’immagine del suo Fondatore, povero e sofferente ». 218 Il popolo di Dio realizza la sua « dignità regale » vivendo conformemente a questa vocazione di servire con Cristo.

«Tutti quelli che sono rinati in Cristo conseguono dignità regale per il segno della croce. Con l’unzione dello Spirito Santo sono consacrati sacerdoti. Non c’è quindi solo quel servizio specifico proprio del nostro ministero, perché tutti i cristiani, rivestiti di un carisma spirituale e usando della loro ragione, si riconoscono membra di questa stirpe regale e partecipi della funzione sacerdotale. Non è forse funzione regale il fatto che un’anima governi il suo corpo in sottomissione a Dio? Non è forse funzione sacerdotale consacrare al Signore una coscienza pura e offrirgli sull’altare del proprio cuore i sacrifici immacolati del nostro culto? ». 219

286. Catechismo della Chiesa Cattolica

(216) Cf Gv 12,32.

(217) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 36: AAS 57 (1965) 41.

(218) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 8: AAS 57 (1965) 12.

(219) San Leone Magno, Sermo 4, 1: CCL 138, 16-17 (PL 54, 149).